Per AMBLIOPIA od occhio pigro si intende un occhio che nonostante la correzione totale dell’eventuale difetto refrattivo associato non riesca a raggiungere il valore che ci siamo prefissati di definire come “acutezza visiva normale”. Nella pratica quotidiana tale valore viene considerato un valore espresso dalla frazione decimale 10/10.

Esistono diverse forma di ambliopia, alcune sono legate a grosse differenze di difetto visivo tra un occhio e l’altro, altre invece sono presenti per una deviazione oculare (strabismo) che seppur minima condiziona la mancanza di utilizzo dell’occhio deviato da parte del paziente per evitare il fenomeno della DIPLOPIA E CONFUSIONE , cioè la sovrapposizione di due immagini differenti che verrebbero percepite dal cervello, stante la non simmetrica posizione degli occhi, se non ci fosse il fenomeno della soppressione, cioè della eliminazione di una delle due immagini.

Ed è proprio il fenomeno della SOPPRESSIONE che condiziona lo sviluppo dell’ambliopia.

Esistono infine alcune forme di ambliopia cosiddetta organica legate alla presenza di patologie oculari (ad es. cataratta congenita) o vere e proprie malformazioni del bulbo oculare stesso. Queste ultime purtroppo risentono molto poco dei trattamenti ortottici e riabilitativi anche se alcune volte si riescono ad ottenere dei risultati di tutto rispetto.

Compito del personale addetto alla gestione dell’ambliopia è quindi quello di mettere in pratica tutte le tecniche possibili per recuperare la visione dell’occhio pigro.

La tecnica più antica ed ancora oggi più efficace per risolvere il problema dell’ambliopia risiede nell’OCCLUSIONE o bendaggio dell’occhio migliore per far funzionare meglio l’occhio pigro. L’occlusione può essere eseguita con una benda sull’occhio e nei casi meno gravi con l’utilizzo di speciali filtri adesivi da utilizzare sulla lente dell’occhiale. Sarà il personale addetto a decidere in merito al metodo ed alla durata dell’occlusione, in base alla gravità dell’ambliopia ed ai risultati raggiunti. Ultimamente si è parlato molto della CITICOLINA,  un integratore che può essere utilizzato per migliorare i risultati dell’occlusione nella terapia dell’occhio pigro, sarà solo il medico oculista a decidere sull’eventuale utilizzo o meno, che di solito viene riservato ai casi più refrattari.

Compito dei genitori è quello fondamentale di far rispettare rigorosamente al giovane paziente le istruzioni della terapia, infatti solo questo garantisce un ottimo risultato funzionale e il recupero della visione nell’occhio pigro.

Solo una raggiunta isoacuità visiva ed un’eventuale alternanza spontanea nel caso dell’ambliopia nel paziente strabico, sarà il segnale del completo recupero dell’occhio pigro, fino ad allora non bisogna assolutamente avere il timore di continuare la penalizzazione dell’occhio dominante. Spesso infatti è necessario proseguire la penalizzazione con i filtri fino ai 10 anni di età.