Nello spessore delle palpebre inferiori e superiori sono localizzate un gran numero di ghiandole grasse che producono una parte del film lacrimale che a sua volta protegge e lubrifica l’occhio.
Se una di queste ghiandole si blocca si forma un piccolo nodulo infiammatorio che si chiama “calazio”.
I calazi possono variare in dimensioni da piccoli, quasi invisibili, a noduli grandi anche quanto un pisello.
Talvolta, nei periodi iniziali, sono dolenti anche se con il passar del tempo non lo sono più e diventano di consistenza più dura.
Se sono molto grossi distorcendo il bulbo oculare possono anche causare una visione annebbiata.
I calazi non sono causati da infezioni, ma una volta formatisi possono diventare secondariamente infetti.
La loro causa rimane ancora sconosciuta. Alcune condizioni sono maggiormente associate con i calazi: seborrea, infiammazione cronica delle palpebre, occhi secchi ed acne.
Una volta che si é formato un calazio, la possibilità che se ne formi un altro nel giro di due anni é piuttosto alta. La maggior parte dei calazi si riassorbe in poche settimane senza alcuna terapia.
Per aiutarli a scomparire è molto utile effettuare degli impacchi caldo-umidi più volte durante il giorno, soprattutto nel periodo di comparsa iniziale.
Un altro metodo di applicare del calore é quello di bollire un uovo (o una patata) e di avvolgerlo in un tovagliolo. Con questo sistema si avrà una fonte di calore che resterà calda per 10 minuti.
In alcuni casi possono essere utilizzati dei colliri o pomate antibiotici o cortisonici.
Più raramente si ricorre a medicinali per bocca, per accellerare la guarigione o evitare le recidive.
Se il calazio persiste può essere rimosso con un semplice intervento chirurgico ambulatoriale.
Dopo l’iniezione di una piccola quantità di anestetico locale il calazio viene inciso e drenato dalla parte interna della palpebra.
In questo modo la guarigione è rapida e non vi è alcuna cicatrice visibile.
L’intervento chirurgico ha una percentuale di successo del 90-95%. E' quindi possibile, raramente, che i calazi si riformino, anche se è più facile che ne compaiano di nuovi. 

 

 

 

 

 

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