L’esame del paziente prevede sempre un’analisi ortottica della motilità oculare.

Ciascun occhio è mosso da 6 muscoli che agiscono come le redini di un cavallo: a seconda della direzione di sguardo il nostro cervello manda degli impulsi ai muscoli oculari che contraendosi e rilasciandosi consentono di muovere gli occhi verso l’oggetto o l’immagine da visualizzare.

Esistono come dicevamo 6 muscoli per occhio: 4 muscoli retti ( retto mediale, laterale, superiore ed inferiore) che servono per i movimenti orizzontali e verticali e 2 muscoli obliqui ( grande e piccolo obliquo) che servono per i movimenti di torsione, oltre ad avere anche un ruolo nei movimenti verticali.

Nel paziente strabico i movimenti non avvengono simmetricamente, ossia ogni occhio ha una sua indipendenza di movimento, è come se si muovesse autonomamente. Se infatti un paziente strabico decide di visualizzare un’immagine non lo farà mai con i due occhi contemporaneamente ma userà ora uno ora l’altro occhio. Spesso però accade specie nella prima infanzia o nell’adulto non curato con adeguate terapie ortottiche, che il paziente utilizzi solo un occhio ed escluda quello storto per non avere quella che tecnicamente viene definita CONFUSIONE (una sorta di visione doppia data dalla sovrapposizione di due immagini differenti che verrebbero visualizzate contemporaneamente dai 2 occhi stante la loro disparità di posizione).

Tale meccanismo di esclusione dell’occhio storto comporta come conseguenza l’ambliopia (occhio pigro) che è curabile soltanto entro il periodo plastico della corteccia visiva cerebrale cioè i 6/7 anni di vita. Oltre tale età non è quasi più possibile recuperare decimi di acutezza visiva nonostante le terapie ortottiche che comunque andrebbero ugualmente tentate fin verso i 10 anni. Per recupero della acutezza visiva si intende che il paziente raggiunga i 10/10 in entrambi gli occhi con gli occhiali indossati o senza occhiali se privo di difetti visivi.

Ma torniamo alla motilità oculare; esistono diversi tipi di strabismo:

  1. ESOTROPIA (strabismo convergente)
  2. EXOTROPIA (strabismo divergente)
  3. IPERTROPIA  (strabismo verticale verso l’alto)
  4. IPOTROPIA ( strabismo verticale verso il basso)
  5. STRABISMI TORSIONALI (in cui le immagini vengono percepite come oblique)

Quasi tutti gli strabismi devono essere sottoposti prima di eventuali decisioni chirurgiche ad un attento esame ortottico della motilità oculare, cioè dei movimenti dei muscoli coinvolti nella deviazione oculare e della quantificazione dei gradi di deviazione oculare mediante l’utilizzo di appropriati test sia oggettivi sia soggettivi. In questi soggetti risulta essenziale un minimo di collaborazione per la quantificazione dell’angolo di deviazione ed è sempre necessario, almeno in età pediatrica, avere raggiunto un’ alternanza di fissazione (cioè la capacità di utilizzare sia l’occhio di destra di destra sia quello di sinistra) segno indiretto della guarigione dell’ambliopia. In altre parole la capacità di utilizzare indifferentemente un occhio o l’altro per guardare un’immagine e quindi di stortare indifferentemente l’occhio adelfo è segno prognostico positivo che garantisce un miglior risultato chirurgico.