L'oftalmologia pediatrica è la branca dell'oculistica che si occupa delle malattie dell'apparato visivo comuni od esclusive dell'età pediatrica e connesse allo sviluppo del sistema visivo.
Lo studio delle particolari condizioni cliniche oculistiche nei bambini richiede personale specificatamente specializzato nella gestione delle varie situazioni patologiche presenti nell’età infantile (ortottisti ed oftalmologi pediatri).
L’attenzione viene rivolta specialmente a:

  • Esame della motilità oculare
  • Esame della acutezza visiva
  • Prevenzione e cura dell’eventuale ambliopia
  • Esame delle varie condizioni sistemiche del piccolo paziente
  • Esame della refrazione (cioè dei difetti visivi)
  • Esame delle strutture anatomiche dell’occhio

 

Non è strettamente necessario che il bambino collabori durante la visita oculistica. Possono infatti essere utilizzate da parte del personale preposto numerose manovre diagnostiche indirette che consentono un corretto inquadramento della condizione antomo-clinica presente ed una sua valutazione clinico-terapeutica eventuale fin dai primissimi giorni post-partum.
Uno dei metodi  più validi per determinare l'acuità visiva nei bambini in età prescolare è quello ideato da Albini.
In breve tale metodo si basa su una serie di E di dimensioni variabili casualmente orientate in quattro possibili direzioni: a destra, a sinistra, in alto ed in basso.
E' bene che il bambino abbia già una certa familiarità con il test quando verrà condotto dall'oculista. Questo perché per sapere se un bambino vede male dobbiamo essere sicuri che questo sappia fare bene l'esame. Per fare ciò si può utilizzare una E simile, ma più, GRANDE, a quella raffigurata sotto invitando il bambino a fare un gioco nuovo!!
                    

 


 ISTRUZIONI         

  1. Presentare al bambino la E ad una distanza ravvicinata.
  2. Insegnare al bambino ad imitare la E con la mano con 4 dita aperte
  3. Invitarlo ad orientare la mano nella stessa direzione della E (vedi figura)
  4. Ripetere il "gioco" facendo vedere la E ad una distanza maggiore e/o usando una E di dimensioni ridotte

 

Il metodo di Albini può essere utilizzato in bambini di almeno 3 anni di età ma questo non significa che non si possa fare una visita anche in un neonato!
È comune opinione che la visita oculistica debba essere eseguita immediatamente prima dell’età scolare per valutare la presenza di eventuali difetti visivi e la necessità o meno di prescrivere un paio di occhiali.
Uno dei maggiori problemi dell’età infantile è infatti l’ambliopia (occhio pigro) che se non diagnosticata in tempo utile per poterla risolvere, permarrà costante tutta la vita e nessun trattamento ortottico o laser potrà mai far recuperare l’acutezza visiva ad un occhio ambliope non trattato in età infantile! Il periodo plastico (cioè di risposta della corteccia visiva alle terapie ortottiche e riabilitative) termina verso i 7 anni di vita. Per tale motivo la visita oculistica sarebbe consigliabile eseguirla routinariamente :

  1. entro i 12 mesi di vita se in famiglia sono presenti patologie oculari ereditarie (strabismo, ambliopia) o l’utilizzo di occhiali per difetti refrattivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo)
  2. Subito! Senza limiti di età al primo dubbio riguardante la posizione degli occhi (strabismo sospetto) o la trasparenza dei mezzi diottrici (cataratta congenita od anomalie del riflesso rosso)
  3. ai 3 anni e mezzo circa tutti i bambini dovrebbero essere sottoposti ad una visita oculistica indipendentemente dalla familiarità, per il depistaggio dell’ambliopia e dei difetti refrattivi presenti che potrebbero condizionare lo sviluppo visivo. È proprio in tale periodo di vita che l’attento studio dell’acutezza visiva diventa indispensabile per prendere decisioni terapeutiche, ed è per questo motivo che è necessario ed obbligatorio l’utilizzo di tecniche di valutazione della acutezza visiva appositamente studiate (scale logaritmiche e programmi computerizzati con analisi statistiche per la determinazione della vera acutezza visiva consentendo di monitorare i risultati raggiunti o meno a seguito dei trattamenti ortottici) Devono essere proscritte valutazioni della acutezza visiva nell’ambliopia con le comuni tabelle decimali!!!
  4. ai 6 anni prima della scuola per valutare se tutto è in ordine
  5. verso gli 8-9 anni per valutare la eventuale insorgenza della cosiddetta “miopia scolare”
  6. ai 12 anni circa per valutare l’eventuale utilizzo di lenti a contatto, che devono obbligatoriamente per legge essere valutate in tutti i loro parametri, prescritte ed applicate soltanto dal medico oculista o dall’ortottista assistente in oftalmologia.

L'ereditarietà gioca un ruolo importante nel caso di alcuni difetti di refrazione come la miopia elevata o l'astigmatismo con cheratocono, nelle retinopatie a trasmissione genetica, nello strabismo, nelle cataratta congenita e nel glaucoma.
Alcuni bimbi devono essere visti al più presto, nelle prime settimane di vita soprattutto quando:

  • bimbo nato PREMATURO (soprattutto se sottoposto ad ossigenoterapia);
  • bimbo che storta improvvisamente un occhio;
  • bimbo che presenta una pupilla bianca;
  • bimbo con una continua lacrimazione e/o secrezione oculare;
  • bimbo che ha avuto un trauma cranico.

 

Grazie ad una diagnosi tempestiva l'oculista, insieme con l'ortottista, potranno intervenire con maggior efficacia selezionando la terapia corretta.
L’Oculista Pediatrico è in grado di visitare e curare i bambini in un modo che li rende rilassati e collaboranti.
La gran parte degli ambulatori degli Oculisti Pediatrici sono costruiti avendo in mente le necessità dei bambini:  sale d’aspetto con giochi o materiale didattico e/o ludico per bambini, questo aiuta a creare un ambiente confortevole e adatto al  bambino in modo da farlo collaborare al massimo durante la visita.